Essays

New Book: Life in the Reich

Newlyweds admire their rings; Germany, 1944

LIFE IN Hitler’s Reich was better than anywhere else on earth. For nearly 13 years, ordinary workers enjoyed a lifestyle equaled only by the rich and famous.

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From 1933 to 1945, Hitler’s Germany led the world in fashion, medicine, cinema, manufacturing, superior lifestyle, transport facilities, public services, cutting-edge science, healthcare, and education. Citizens there were said to be the happiest people on earth; the German standard of living and quality of life have never been equaled.

The claim that this was achieved through investment in “militarism” is absurd. If that technique worked, the US would be by far the richest nation on earth, richer than all other countries combined. The US today is obviously declining, its infrastructure is collapsing, it is bankrupt, and it owes $20 trillion. 

The Reich’s prosperity sets an example that damns the hideous failures of the victors’ crooked system. Media consider these years a taboo topic because they don’t want you to know in case you draw the right conclusions. It is might not right that wins wars whilst history is the propaganda of the victors.

JUST PUBLISHED DECEMBER 2017

LIFE IN THE REICH by Mike Walsh 

12,000 words; 224 pictures, including collages. 

Penned in an easy-reading style, this book will help you learn how Hitler’s Germany achieved financial sovereignty and unequaled prosperity without making (sadly) a single military deterrent. Had Germany put most of its ingenuity into rocket science, rather than infrastructure, war would likely have been avoided. 

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2 Comments

  1. 22 December, 2017 at 8:40 am — Reply

    http://www.thule-italia.org/index2.html
    Savitri Devi

    SFIDA

    Thule Italia Editrice, novembre 2017

    Pagine: 442

    «Anche se menzionata in due o tre righe di un quotidiano, la mia condanna a morte sarebbe forse più utile, per ravvivare lo spirito nazionalsocialista in Germania, dei diecimila volantini che ho distribuito e di tutti i libri che potrei scrivere. E questo non è tutto. Vi sarebbe anche la gioia dell’ultima alba sul mio viso; la felicità di prepararmi al più grande atto della mia vita; la gioia dell’atto stesso… Vestita con il mio più bel “sari”, camminerei verso il luogo dell’esecuzione intonando l’Horst-Wessel-Lied. Io, Savitri Devi, l’ambasciatrice dell’arianesimo dell’estremo Sud ed Est, nonché la figlia dell’Europa del Nord e del Sud. E, tendendo il mio braccio destro, saldo e candido alla luce del Sole, morirei felice in un pianto di amore e gioia, gridando per l’ultima volta, in SFIDA a tutte le forze antinaziste, le sacre parole che riassumono la fede della mia vita: “Heil Hitler!”. Non potrei immaginare per me una fine più bella».

    Così confidava Savitri Devi le sue speranze all’avvocato, mentre era in attesa di giudizio, in Germania, per aver lì svolto attività di propaganda nazista. Finalmente – dopo tanti anni di occultamento per il bene dell’azione – poteva apparire in pubblico e sfidare apertamente le forze di occupazione e, più in generale, le democrazie occidentali.
    E, pur ripercorrendo le tappe dal suo arresto al processo, dalla detenzione fino alla successiva liberazione, Savitri Devi utilizza invero ogni pagina di questo libro per esporre la sua Weltanschauung, talvolta ancora più coerente rispetto a quella delle “criminali di guerra” recluse in quel penitenziario di Werl ove lei stessa era stata condannata a scontare la pena dal tribunale di Düsseldorf.
    Circondata dalla stima del personale tedesco del carcere, dall’affetto delle condannate al “processo di Belsen”, dalla propria inesauribile fede in un futuro risorgere del nazionalsocialismo, Savitri Devi scriverà tra le mura di Werl molti dei capitoli di Oro nel crogiolo e alcune pagine de Il Fulmine e il Sole. Continuando a manifestare attivamente il proprio amore per la causa dell’arianesimo, e sfidando il nuovo ordine democratico, sperava che i suoi libri potessero un giorno esser pubblicati e letti.
    I Poteri invisibili, verso i quali Savitri Devi così spesso si rivolgeva, lo hanno reso possibile…

  2. Carax
    7 January, 2018 at 1:14 pm — Reply

    My mother who lived under the Reich can confirm what this article claims – however, she was one of many who did not share the prosperity despite having blonde hair, blue eyes, and coming from a middle class family.

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